Storie

Solite cose.

Il telefono squilla. Per scoprire chi è sali di corsa la scala, sbatti la porta e afferri una cornetta già muta.

Nella luce fioca di una lampada, scopri delle briciole di pane sul tappeto, sul comodino il libro che non riesci a leggere perchè ti addormenti sempre prima. Non senti più il tuo profumo e corri a farti una doccia.

L’acqua ti sembra così fredda ma scopri che sei tu ad avere freddo. Le cose, dici, non sono nemiche ma le vedi attorno a te sempre uguali e immutabili, qualunque cosa tu faccia.

Ti guardi allo specchio. Sai che non sei tu quello che vedi, ma l’ombra di te stesso.

Hai ancora freddo e allora cerchi un qualcosa di più caldo e pesante, ma ti manca il fiato, sembra che ti schiacci, perciò ti alzi e ti avvicini alla finestra.

Osservi il traffico nella strada: un uomo e una donna s’incontrano sempre all’angolo, si abbracciano e sorridono.

Li segui con lo sguardo mentre si allontanano con passo svelto, e lontani sembrano una persona sola. Sembra che ci sia un’ombra ondeggiante di vita mentre si baciano sotto un lampione. E tu sei lì, dietro quella finestra appannata anche stasera senza che nessuno ti veda.

 

Il telefono non squilla più. E adesso hai più freddo.

13 thoughts on “Solite cose.”

    1. Sai, un umore non proprio al massimo, unito alla stanchezza di una giornata pesante e alla pioggia che ha iniziato a scendere ha fatto uscire qualcosa che si discosta dal solito.

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