Pensieri

Made in Vaccinia.

In un Paese normale, una donna diplomata in maturità classica svolgerebbe un lavoro adatto al titolo di studio conseguito. Noi l’abbiamo fatta ministro della salute, confermando così che l’Italia è un Paese talmente avanti rispetto al resto del mondo che possiamo permetterci questo e altro ancora.

Anno 2013, governo Letta. Beatrice Lorenzin (prima con Forza Italia, poi con PDL, poi con Nuovo Centrodestra e ora con Alternativa Popolare) viene indicata a sedere sullo scranno che guida e vige sulla salute pubblica di 60 milioni di persone. E ci sta talmente bene da venire riconfermata anche da Renzi prima e Gentiloni poi. Un vero record per un ministro.

Ma andiamo avanti.

Ormai ultimamente si è buttata con tutta se stessa sulla campagna per i vaccini, e non ha esitato a sguinzagliare ovunque orde di medici, professori e giornalisti amici e compiacenti per dire che… i vaccini ci vogliono.

Ma va? Nessuno lo sapeva prima di allora, menomale che c’è stata lei – da brava studiata qual’è – a ricordarcelo se no continuavamo a rimanere nell’ignoranza.

E si è passati da un decreto che nemmeno Stalin nel suo periodo d’oro avrebbe potuto concepire, allo stesso in versione leggermente alleggerita che passerà per forza grazie all’ennesimo colpo di fiducia dato al Governo.

Ma quello a cui alla Beatrice nazionale fa uscire anche il fuoco dagli occhi sono i cosiddetti antivaccinisti. Ben sapendo però che in questa Nazione l’omicidio è illegale, e che la voglia di farli fuori è davvero tanta, da vecchia volpona qual’è dapprima ha tentato con la disinformazione, ma visto che non otteneva l’effetto sperato allora ci ha pensato instaurando i sensi di colpa facendo dare notizie di bambini morti perché non si erano vaccinati.

D’altronde è un ministro, che vi aspettavate?

Ma ha fatto anche di peggio, e per questo vi invito a dare un’occhiata alla relativa pagina di Wikipedia al paragrafo Controversie.

Tralasciando per un attimo le cretinate più assurde apparse sul Web e su Facebook e la guerra tra vaccinisti e anti-vaccinisti, prendiamo i dati nudi e crudi e vediamo cosa ne salta fuori.

E ne salta fuori un quadro di cui c’è ben poco da stare allegri cari miei.

I neonati italiani – unici al mondo – saranno costretti a ben 10 vaccini in una formulazione mai testata prima: esavalente + tetravalente. Chi paga, però, è esonerato. Quanto? Da 500 fino a 3.500 Euro, a tanto infatti sono gli importi minimi e massimi della multa data a tutti quei genitori che non rispetteranno il diktat della Lorenzin.

Ma perché ho detto che sono gli unici al mondo? Semplice: perché l’Italia, dal 2014, è capofila per le strategie vaccinali a livello mondiale. E non lo dico io ma lo dice nero su bianco l’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. Qui trovate tutto.

Inoltre, se ci avete fatto caso, nelle ultime settimane pare che sia esploso all’improvviso l’allarme morbillo, e invece di ripristinare l’unico vaccino che dava immunità duratura, il monovalente (fonte: Istituto Superiore di Sanità), ci sono andati giù pesante: l’antimorbillo assieme all’antivaricella, all’antirosolia e all’antiparotite. Quando l’antivaricella, fino all’altro ieri, veniva sconsigliata da tutti i pediatri e, dell’ultimo poker dei vaccini made in Glaxo, l’AIFA scrive che aumenta il rischio di convulsioni.

Anche qui, l’Agenzia mette ancora una volta nero su bianco il problema, con un comunicato per i medici datato 2013 e che potete leggere qui in PDF.

Ma ricordatevi che la Lorenzin è studiata, e non ammette domande o dubbi da gente come quelli che manifestano per abolire (o comunque modificare) questa autentica porcata e non per non vaccinare. Secondo lei, abomini del genere “le reti pubbliche non ne devono parlare“. E tanti saluti a tutti, con buona pace di Fiano che vede i fascisti sulle spiagge.

Rimanendo sempre nell’ambito del morbillo, i dati ISS 2010-2011 indicano che non solo si presenta ciclicamente ma anche in popolazioni più vaccinate della nostra.

E quindi? Quindi, se da quelle parti fossero stati in buona fede tenendo davvero a cuore la salute delle persone, non solo avrebbero messo a disposizione il vaccino anti morbillo singolo ma anche quello contro la rosolia, per evitare che le donne adulte che cercano un figlio facciano il quadrivalente.

Invece no, anzi, come già detto prima, hanno usato i bambini morti come bandiera e colpevolizzato i fratellini rimasti vivi e i genitori sciagurati per spingere al massimo e far approvare un decreto voluto fortemente e spinto da un’azienda privata.

Come se tutto ciò non bastasse, hanno sproloquiato per mesi sulla cosiddetta immunità del gregge.

Peccato che: “Vaccini contro tetano, difterite, poliomielite e pertosse non danno immunità di gregge ma protezione individuale” spiega l’infettivologo Fabio Franchi a Radio Libera. E il pediatra Alberto Villani ammette che sì, è vero (!), ma conviene lo stesso vaccinarsi il più possibile, perchè “chi lo fa rischia meno di ammalarsi“.

Non ci credete? È tutto registrato qui.

Ma come? Il testo non doveva essere urgente e coercitivo per proteggere gli altri, gli immunodepressi?

Come ho già detto, tutto questo è stato voluto fortemente da un’azienda, la GlaxoSmithKline (cui vi invito a leggere per maggiori informazioni questa pagina), e non lo hanno nemmeno nascosto.

È stato tutto merito suo” annunciava tronfia la Lorenzin a reti unificate mentre indicava Ranieri Guerra, un uomo dal curriculum poderoso quanto imbarazzante.

Il Ministero della Salute ha inserito il suo CV (qui potete leggerlo in PDF), dove merita particolare attenzione la pagina 6. Tra le varie cose, tra cui l’essere un Cavaliere della Repubblica Italiana dal 2005, è anche consigliere d’amministrazione della Fondazione GlaxoSmithKline.

Coincidenze?

Sarà, se non si considera il fatto che l’anno scorso la suddetta multinazionale britannica ha investito sull’Italia 1 miliardo di Euro per i prossimi 4 anni in vaccini e farmaci.

Coincidenza notevole, non c’è che dire.

Detto ciò, ormai siamo talmente abituati e assuefatti alle porcate che combinano in parlamento, che alla fine della giostra c’è chi scatenerà la propria violenza verbale su Facebook, chi se ne fregherà altamente abbronzandosi al mare e chi esulterà per l’ennesimo storico traguardo raggiunto.

Ovviamente senza tener conto del caos che da settembre travolgerà scuole, Asl e tribunali.

Tutto un gran rumore inutile, perché in Italia, “tranne a Scampia” (come ha detto mesi fa una che se ne intende, ovvero la vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo che a Scampia non ci ha mai messo piede neppure una volta manco per sbaglio), ci siamo sempre vaccinati.

 

E tutto questo va ben al di là dell’essere vaccinisti o anti-vaccinisti, ma se lo pensate ricordatevi che siete degli sporchi fascisti e Fiano verrà a manganellarvi per riportarvi sulla retta via.

5 thoughts on “Made in Vaccinia.”

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