Cazzate

Turisti – prima parte.

Ah i turisti… Chi di noi non lo è mai stato almeno una volta nella vita? E non solo visitando regioni o paesi diversi ma anche stando a casa propria.

Abitando il sottoscritto in una zona di mare, e quindi turistica per buona parte dell’anno, ho fatto una sorta di valutazione dei vari tipi di turisti che frequentano queste parti.

 

Turisti italiani.

Il turista italiano varia dalla regione di appartenza, e mentre i (pochi) turisti del sud Italia si godono ogni attimo con calma, dal centro Italia in su le cose cambiano leggermente.

Casinisti per eccellenza, al primo posto troviamo i laziali che competono per il primato in questa categoria contro gli spagnoli.

Non importa se è una normalissima persona di città o di paese e nemmeno se ha un lavoro come dipendente, piccolo imprenditore o grosso uomo d’affari: vestirà sempre in maniera casual (ossia come capita capita) con grossa e marcata cadenza dialettale condita ogni volta dall’immancabile: “SE DOVEMO SEMPRE FA’ RICONOSCERE DA TUTTI???” sparato a pieni polmoni da alcune savie donne in pieno possesso delle proprie facoltà mentali.

In seconda posizione, anche se con poca differenza punti, troviamo i toscani. La tratta Pisa-Firenze-Siena è particolarmente adatta ai tranquilloni: con loro accanto si sveglierebbero all’istante. Livornesi così così ma solo se non hanno un pisano morto dentro all’uscio.

Pari pari ai turisti del sud in quanto a presenze e godimento della vacanza, emiliani e romagnoli hanno quel tipico divertimento dentro che è insito nel loro DNA. A volte riescono persino a regalare perle di rara bellezza del tipo: “Da noi shi shta bène ma anche qui non si schersa mica eh?” tanto che ti verrebbe da rispondere con le lacrime agli occhi: “Ma và? Grazie al c****!“.

Salendo più su troviamo i veneti. Un po’ freddini, forse perché abituati alle montagne come i piemontesi, ma quelli che riescono a non pensare alle proprie vallate ne ritornano a casa felici e ustionati come gamberi al gratin. In aereo e in nave li riconosci subito perché sono fosforescenti.

I friulani invece sono come i molisani e i trentini: non esistono! Quindi inutile parlarne. I vecchi tramandano ancora la storia di un friulano che venne da queste parti dopo la seconda guerra mondiale e ci mise radici. C’è chi dice che siano solo dicerie, ma a noi inguaribili romantici Babbo Natale piace e siamo ancora alla ricerca del friulano perduto seminando nei sentieri bottiglie di autentica grappa D.O.C. in attesa di un suo avvistamento.

Al contrario i liguri esistono eccome, e da quando ci sono le navi che vanno da Genova a Porto Torres andata e ritorno, si è creato come una sorta di gemellaggio tra le due sponde. Ultimamente però, causa l’aumento del prezzo dei traghetti, ce ne sono un po’ di meno in giro, ma il vero ligure sa come affrontare la situazione, trovando delle soluzioni talmente geniali che la fama di tirchione non è una diceria ma un dato di fatto concreto! Perfino portoghesi ed ebrei ne sono gelosi, ma l’italico maschio ligure ne sa sempre una più degli altri, e anche così riesce comunque a godersi la sua meritata vacanza.

E in cima alla classifica troviamo i lombardi. Sono uno strano popolo: pensano sempre e solo a laurà, laurà, e pensare a laurà. Il cellulare ormai è una vera e propria appendice del loro fisico e se manca il segnale sono praticamente morti. Lavorano sempre e comunque perfino in vacanza, tant’è che quando ritornano a casa sono stressati il triplo di quando sono partiti. Non si godono un bel niente, sempre di corsa in ogni cosa, anche a fare la spesa, e quando nessuno li cerca dalla fabbrica o dall’ufficetto li vedi barcollare come zombie trascinandosi i piedi in strada in attesa della salvezza. Questo il “turista” lombardo standard. I duri e puri però sono ben tutt’altra cosa. Dopo essere sceso dalla scaletta dall’aereo (non prima però di essersi vaccinato come per andare in Congo), il turista duro e puro non può far altro che farsi una domanda fondamentale: “Ma qui c’è l’Euro?“. Dopo aver constatato che sì, l’Euro è arrivato anche in queste zone, si mette alla ricerca di quei luoghi dove ci sia una parvenza di civiltà, e quando li trova è felice come non mai perché, da buon convinto qual’è di poter fare il padrone in casa altrui, non solo alla fine se ne va via anche senza mutande ma lo fa pure col sorriso! E comunque in ogni caso deve laurà, quindi c’è poco tempo per divertirsi.

 

Nella prossima puntata vedremo il variegato mondo dei turisti stranieri.

40 thoughts on “Turisti – prima parte.”

  1. Bellissimo!!
    Io sono l’eccezione. Ti avverto.
    Lombarda sì, ma adoro oziare, in vacanza.
    Si, il dolce far niente. Il cellulare diventa rosso di rabbia, tanto lo evito. Mi ricorda le chiamate in reperibilità. Quindi nutro una sorta di repulsione quando sono al mare.
    Il massimo dello sforzo è camminare sulla sabbia, facendosi lambire dalle onde. Leggere un libro e sfogliare il menù per scegliere il cibo( meglio ancora se c’è il buffet😜, quindi neanche lo sforzo di far girare le pagine🤣).

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    1. La prossima puntata sarà ancora peggio di questa, comunque più che divertente ho cercato di descrivere tutte le persone che sono venute (e vengono ancora qui) nel corso degli anni fin da quando ero piccolo.

      Ovvio che non sono tutti così, ma la maggior parte di loro non sfugge alle varie descrizioni.

      Qualche battuta ne è uscita fuori, ma se si prende la cosa con leggerezza un sorriso ci scappa comunque.

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  2. 😂😂😂😂lo so ma sono una milanese doc e sono giustificata…. Vorrei aggiungere altre cose tipo andare in spiaggia in bermuda polo e scarpe da ginnastica naturalmente nuove perché provenienti dagli ultimi saldi… Bianche così tanto da accecare tutta la spiaggia… Giornale rosa sotto ascella e potrei continuare…. Se non portassi con me solo abiti da buttare sarei uguale… Una perfetta lombarda😂😂😂😂😂😂😂😂

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  3. Da lombarda pura ti di ragione sul “laurà”, “laurà”, “laurà”,ma non sullo stress post vacanziero. In vacanza vige,almeno per me,il “durmì”, “durmì”, “durmì” 😂 Irari della sottoscritta al mare: colazione ore 10.00,pranzo ore 14.00,spiaggia ore 11.00 e ore 17.00,cena ore 21.30. Orari ultraflessibili vista la temporanea metamorfosi in bradipo. Cccciiiiiiaaaaaaooooooo Adry 😉

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  4. Da veneto dico: poteva andarmi peggio! 🙂
    Anche se credo che i veneti di montagna (io sono della pianura più profonda) in montagna ci restino. Per i vicentini ad esempio la montagna è una religione: mi devo sorbire quotidianamente i racconti delle scarpinate dei miei colleghi, corredati di foto illustrative di ogni prato e fiore incontrato e di uno snocciolare continuo di nomi di montagne e sassi vari, ai quali io annuisco…
    PS: uno di questi miei colleghi è appena stato in Sardegna. Mi ritiro a meditare.

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    1. Ah lo so bene. Io ho la mia carissima amica (veneta della provincia di Vicenza) amante al massimo della montagna, e quando va in qualche posto mi racconta tutto. Ora che è qui in Sardegna fino a giovedì non ti dico 😂 Si sta trovando benissimo, a parte certe cose, ma ho già scommesso che al ritorno lei e le altre illumineranno l’aereo 😂

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